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martedì 12 gennaio 2016

Droghe, l’Onu è ancora in mezzo al guado

Articolo di Marco Perduca * 23 dicembre 2015 18:28

Dall’otto all’undici dicembre s’è tenuta nella sede dell’Onu di Vienna l’ultima sessione della Cnd (Commission on Narcotic Drugs) del 2015 dedicata alla preparazione della sessione speciale dell’Assemblea generale (Ungass 2016), che dal 19 al 21 aprile prossimi si terrà a New York per affrontare il tema del controllo mondiale delle droghe. Il fronte conservatore del modello proibizionista comprende i paesi che fanno parte della Conferenza islamica, gli stati asiatici e la Russia: questi ritengono che Ungass 2016 debba semplicemente ratificare i documenti in fase di definizione a Vienna che, sostanzialmente, riaffermano gli obiettivi tradizionali presenti nella dichiarazione politica del 2009: la riduzione, fino all’eliminazione, dell’offerta e della domanda di droga attraverso la repressione penale e la lotta al narcotraffico.

Il fronte aperturista, che raccoglie la stragrande maggioranza dei paesi latino-americani e, in teoria, gli europei, vuole invece che il dibattito di New York sia vero, aperto, e che includa punti di vista e riflessioni anche di altre agenzie dell’Onu: in questa luce, i documenti finali dovrebbero essere messi a punto all’Assemblea per riflettere le conclusioni del dibattito al Palazzo di Vetro. E’ previsto che il dibattito affronti cinque temi chiave, dai diritti umani, agli aspetti socio-sanitari, allo sviluppo alternativo nei paesi produttori.

La Cnd ha una presidenza che varia ogni dodici mesi, dopo la Tailandia toccherà alla Repubblica Ceca, e le sessioni dedicate alla definizione dell’agenda dell’Ungass sono state affidate a una giunta coordinata dall’ambasciatore egiziano, che non sempre aiuta l’emergere di compromessi al rialzo. Comunque sia siamo anni luce avanti rispetto all’Ungass del 1998.

Dall’Oms, all’Undp ( programma Onu per lo sviluppo), da Unaids all’Alto Commissario per i diritti umani, passando per tutti gli speciali Rapporteur, si sono consolidate posizioni che pongono al centro il rispetto dei diritti umani e le ripercussioni negative dell’aver affidato al diritto penale il governo del fenomeno della circolazione e del consumo delle sostanze contenute nelle tre Convenzioni. Rispetto al passato, si arriva a riconoscere un “margine di manovra” interpretativo delle tre Convenzioni sulle droghe: la Convenzione del 1961 afferma infatti che “il possesso personale può esser considerato come reato” e non “deve” e che comunque ciò verrà stabilito dal singolo stato sulla base della propria Costituzione, delle caratteristiche del sistema penale nazionale, rispettando i principi basilari secondo cui non può esserci reato senza vittima e la pena deve essere proporzionale alla gravità del reato.

Se all’Unodc, l’ufficio per le droghe e il crimine, esiste un dibattito in merito alle priorità e agli approcci da perseguire, lo Incb, l’organismo di controllo sull’applicazione delle Convenzioni, resta sostanzialmente ancorato a posizioni di retroguardia, da depositario unico dell’interpretazione autentica delle Convenzioni che non riconosce alcun approccio alternativo a quello proibizionista. Da notare che il sistema creato con le Convenzioni del 1961, 1971 e 1988 non prevede un regime sanzionatorio in caso lo Incb ritenga che non siano rispettati gli obblighi assunti al momento della ratifica.

A gennaio e febbraio prossimi ci saranno ulteriori incontri informali per la definizione dell’agenda. La prossima riunione della Cnd si terrà dal 14 al 22 marzo e solo allora si capirà se il Palazzo di Vetro sarà solo un palcoscenico per interventi rituali dei governi o se si potrà davvero discutere nel merito: per prefigurare un futuro in discontinuità piuttosto che riaffermare le fallimentari ricette del passato.

Tutta la documentazione su Ungass on line sul sito ungass.fuoriluogo.it 

* rappresentante all'Onu per il Partito Radicale Transnazionale

(intervento pubblicato sul quotidiano il manifesto del 23/12/2015)

Droghe, l’Onu è ancora in mezzo al guado

martedì 17 marzo 2015

Segnali di fumo da Vienna.....

Il gruppo di lavoro di Encod alla 58ma Commissione sulle droghe narcotiche di Vienna
di Derrick Bergman

Per la prima volta nella storia, un vaporizzatore è stato portato all’interno del palazzo delle Nazioni Unite ,dove la Commissione sulle Doghe Narcotiche (CND) teneva il suo 58mo meeting annuale.Alberto Sciolari, un consumatore terapeutico italiano ed attivista ha fumato un po’ di cannabis Bedrocam,poco prima del secondo evento collaterale di Encod alla CND , ’Prospettive mediche della cannabis rivisitate dal punto di vista dei pazienti’.

Il gruppo di lavoro di Encod ha portato le voci dei cittadini direttamente coinvolte dalle politiche portate avanti in nome dei trattati delle Nazioni Unite a Vienna. Lo scorso lunedì, il primo evento collaterale si è concentrato sulla criminalizzazione dei consumatori di cannabis in Europa.

Maja Kohek e Janko Belin hanno spiegato le grandi differenze regionali presenti in Slovenia, con severe pene per piccole quantità di cannabis in alcune regioni e la relativa tolleranza in altre. Periodicamente la polizia si occupa di coltivatori e dei negozi che vendono materiali collegabili alla coltivazione domestica e li mettono sotto accusa per crimine organizzato. C’é bisogno di cambiare:la cannabis medica dovrebbe esser resa accessibile e i consumatori di droghe dovrebbero essere trattati come liberi cittadini.

Maja ha terminato la sua presentazione con una citazione di Graham Hancock: E’ inutile indulgere in tutti i tipi di auto-congratulazione su come siamo liberi, su come le nostre democrazie sono un modello di libertà, se siamo pronti a mandare della gente in prigione per il fatto di esplorare le più intime, le più preziose, le più sapienti parti di noi stessi qual è la lo propria coscienza.’

Il veterano attivista francese Farid Ghehiouèche ha rivisitato la situazione in Francia. CI sono alcune organizzazioni che fanno campagna e che diffondono l’informazione sulla cannabis e il modello dei cannabis social club, con Chanvres & Libertés in particolare sta facendo dei progressi. Il. Sativex è stato recentemente approvato per utilizzo medico, aggiungendo un altro argomento al dibattito sulla legislazione sulla cannabis.

Mercoledì mattina, il gruppo di lavoro di Encod ha preso parte ad una manifestazione contro la pena di morte per delitti di droga in Indonesia, organizzata da INPUD(la rete internazionale di persone che usano droghe). Il 18 gennaio sei persone sono state uccise da un plotone di esecuzione in Indonesia, inclusi cittadini dei Paesi bassi, Brasile, Nigeria e Vietnam.Ci sono attualmente oltre 60 persone nel tratto della morte in Indonesia, con il presidente Joko Widodo che si rifiuta di dare la grazia a tutti i responsabili di delitti per droga.

Per salutare i delegati Giovedì li abbiamo salutati all’ingresso con una enorme bandiera Libertà di Coltivare ed abbiamo distribuito i flyer degli eventi collaterali di Encod.Il secondo si è tenuto nella seconda parte della giornata e si è concentrato sull’utilizzo terapeutico della cannabis medica in Austria, Italia e nei Paesi bassi. La maggior parte dei posti disponibili nella stanza MOE79 erano occupati,con la presenza in sala della delegazione francese e kenyota come pure un rappresentante della compagnia olandese produttrice del Bedrocan, di Mike Krawitz della ONG americana Veterans For Medical Cannabis Access.

Enrico Fletzer ha introdotto gli oratori: Toni Straka dell’ Hanf-Institut dell’Austria, io stesso in rappresentanza di Encod e della VOC Nederland (Unione per la abolizione della proibizione della cannabis ) ed Alberto Sciolari dei Pazienti Impazienti Italiani. Noi abbiamo portato un vaporizzatore Volcano all’interno della stanza per dimostrare che una piccola importantissima parte era assente.Invece di utilizzare il vaporizzatore durante la sua presentazione, Alberto si è medicato sulla terrazza per fumatori del palazzo M, rollando e fumando una canna con la cannabis prodotta dalla Bedrocan ,poco prima dell’inizio dell’evento collaterale alle 13.10.

Nella mia presentazione ho rivisitato la storia della cannabis terapeutica nei Paesi bassi, dove è stata legamente disponibile nelle farmacie a partire dal 2003 (la presentazione completa è consultabile qui).

Toni Straka ha fornito una panoramica informativa della situazione austriaca. Fino al 1920,le cosiddette sigarette turche contenenti hashish erano piuttosto comuni in Austria UN altro fatto sorprendente è il fatto che il governo permette ad una compagnia privata di produrre legalmente della cannabis di qualità medica, che è trasformata in prodotti come il Dronabinol. Purtuttavia, il prodotto naturale non è legalmente disponibile per i pazienti. Sulla base di dati del Colorado, più di 200.000 austriaci potrebbero qualificarsi come pazienti di cannabis medica.

La presentazione finale di Alberto Sciolari, rappresentante di Pazienti Impazienti, ha letteralmente inchiodato i presenti alle loro poltrone. Alberto ha spiegato eloquentemente come ogni giorno la cannabis non è legalmente disponibile per i pazienti,il che significa più sofferenza e più morti.Lui ha spiegato come il vaporizzatore, della ditta Volcano, solitamente utilizzato dai consumatori terapeutici di cannabis ed ha mostrato della cannabis Bedrocam alla platea. Una prima volta nella storia per quanto ne sappiamo.

La seconda parte dell’evento si è trasformata in un dibattito accesso tra gli oratori e il pubblico. Il rappresentante della Bedrocan ha spiegato come le più grandi compagnie assicurative nei Paesi bassi, come la Achmea,ora rimborsano completamente le spese del farmaco la cannabis medica se prescritta da un medico.Addirittura i pazienti vengono rimborsati per l’acquisto di un vaporizzatore Volcano. Lui annunciava anche che secondo gli ultimi dati il numero di persone che acquistano la cannabis in farmacia nei Paesi bassi è salita ad oltre 3000.

La discussione è continuata oltre i limiti stabili.

Come nota finale: Twitter si è rivelato uno strumento ideale per seguire questo genere di grandi conferenza. Utilizzando l’ hashtag #CND2015 si può avere accesso ad una grande fonte di informazione e di link a storie più estese e a dei rapporti. Il membro francese di Encod Kenzi di Chanvres & Libertés ha fatto un gran lavoro sui tweet : basta confrontare @ungass_on_drugs. I miei sono disponibili su @vocnederland.

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