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lunedì 16 marzo 2015

SULLA LEGALIZZAZIONE È IMPORTANTE CHE RENZI PRENDA POSIZIONE E NON ATTENDA.

Quando dico che bisogna legalizzare la marijuana non mi riferisco a un mercato che non esiste, ma a un mercato che c’è e ha dimensioni esponenziali. Il mercato illegale stima vendite di marijuana fra 1,5 e 3 milioni di chilogrammi l'anno e sono approssimate per difetto.

Questo significa che se per ipotesi tutti i cittadini italiani facessero uso di marijuana, anche vecchi e bambini, ciascuno potrebbe disporre di 25-50 grammi all’anno, ovvero 100-200 dosi. È evidente che legalizzare non significa creare un bisogno che già esiste, ma sottrarlo alla gestione delle organizzazioni criminali.

La repressione e il proibizionismo hanno fallito su tutti i fronti, primo fra tutti quello etico, perché non basta dire che non bisognerebbe drogarsi, che è peccato e che fa male per risolvere il problema. Poi sul piano sanitario: non potendo avere alcun controllo sulle sostanze che vengono vendute è impossibile calcolare le ricadute sanitarie dell’uso prolungato di marijuana.

E poi, naturalmente, sul piano giudiziario: ingolfando i tribunali di cause per spaccio, le galere di piccoli spacciatori e le forze dell’ordine costrette a occuparsi di piccoli reati. Ci si appella al buon senso di governi che sembrano non averne e ora, forse, siamo a una svolta.

Un gruppo di 60 parlamentari su iniziativa di Benedetto Della Vedova ha come obiettivo far approvare una legge per rendere la cannabis legale. Hanno aderito deputati del Pd, del M5S e persino esponenti di Forza Italia. Mi aspetto dal Presidente del consiglio una posizione netta su questa iniziativa e non la solita attesa per vedere che piega prenderanno le cose. È una scelta scomoda ma prioritaria.

RobertoSaviano.com - SULLA LEGALIZZAZIONE È IMPORTANTE CHE RENZI PRENDA POSIZIONE E NON ATTENDA.

martedì 10 marzo 2015

Lettera aperta al Primo Ministro Matteo Renzi

All'attenzione del Primo Ministro Matteo Renzi,

Il Governo da Lei presieduto è in carica da un anno. Nessuna direzione in materia di politiche sugli stupefacenti è stata ancora presa. Oggi, è giustificato questo attendismo?

Un anno fa la corte di cassazione ha dichiarato incostituzionale il decreto Fini Giovanardi che inaspriva le pene anche per chi, semplicemente, deteneva piccole dosi di stupefacenti. I risultati di 8 anni di pressione punitiva sui consumatori di stupefacenti sono stati un'aumento delle incarcerazioni e l'esplosione del sovraffollamento carcerario.

Di recente, il primo Presidente della Cassazione Giorgio Santacroce, ha lapidariamente emesso un inequivocabile giudizio sulla precedente normativa: "La Fini-Giovanardi non ha prodotto alcuna contrazione dei reati in materia di droghe". Il giudizio non si ferma qui: "La gravità della sanzione non assicura un'effetto di deterrenza, sicché appare criticabile la tendenza del legislatore a inasprire continuamente le pene detentive".

E' di pochi giorni fa la relazione della Direzione Nazionale Antimafia 2014 che si è espressa sottolineando "l'oggettiva inadeguatezza di ogni sforzo repressivo" nella riduzione della domanda e dell'offerta di stupefacenti, rimandando al legislatore la possibilità di  "valutare se, in un contesto di più ampio respiro (ipotizziamo, almeno, europeo, in quanto parliamo di un mercato oramai unitario anche nel settore degli stupefacenti) sia opportuna una depenalizzazione della materia".

"In un contesto di più ampio respiro", le esigenze di politica interna Italiana, rendono più stringente una maggiore efficienza dell'impiego delle forze dell'ordine per garantire la sicurezza della nazione. Prendere in considerazione le voci della magistratura e dei tutori dell' ordine, richiede, ora, una nuova capacità da parte della politica di soddisfare le esigenze della società utilizzando una nuova chiave interpretativa.

La società oggi chiede risposte concrete e si pone come interlocutore attivo proponendo nuove soluzioni alla politica. Così la raccolta di firme del quartiere del Pigneto a Roma, per la legalizzazione dei Cannabis Social Club per contrastare concretamente lo spaccio indiscriminato, diventa una voce autorevole da considerare con attenzione.

Anche il diritto alla salute, oggi, acquista un nuovo ruolo nella ridefinizione delle politiche sugli stupefacenti. Il Governo ha predisposto un progetto di collaborazione con lo Stabilimento chimico farmaceutico di Firenze per la produzione di 100 kg di di cannabis, a pieno regime, per la fine del 2016. Sebbene il progetto sia un passo in avanti nel riconoscimento dell'impiego della cannabis in medicina, c'è il rischio che questo progetto renda l'impegno del Governo insufficiente.

"In un contesto di più ampio respiro", in questo caso guardando al di là dell' Atlantico e per la precisione in Colorado, stato che ha legalizzato la vendita, produzione e distribuzione di cannabis per i maggiori di 21 anni e per scopi terapeutici, risulta evidente una sproporzione tra i numeri della produzione di cannabis terapeutica Italiana e quella che potrebbe essere la reale domanda stimata nella nostra nazione. In Italia, a fronte di circa 60 milioni di abitanti, lo stato si impegnerà a produrre 100 kg di cannabis all'anno, a pieno regime produttivo, entro due anni.

La produzione di cannabis del piccolo stato di 5 milioni di abitanti del Nord America è stata di 74 tonnellate, di cui ben 55 tonnellate sono state destinate per scopo medico. Se uno stato di 5 milioni di abitanti ha avuto la necessità  di coprire la domanda interna con 55 tonnellate di cannabis per i malati, come spera, l'Italia, di soddisfare anche solo sufficientemente, le esigenze di una popolazione dieci volte superiore a quella del Colorado con una produzione pari a 100 kg, che entrerà a pieno regime tra due anni?

Ad oggi il Governo non ha ancora espresso una direzione, ma l'iniziativa di un gruppo interparlamentare promossa dal sottosegretario Benedetto Della Vedova è un grande segno di maturità politica; è un tema trasversale che non ha colore, ma che deve mirare all'interesse dell'Italia e dei cittadini e a cui è auspicabile, i parlamentari, aderiscano in massa. E' giunto il tempo di una riforma complessiva della normativa sugli stupefacenti, come dimostrano i numerosi progetti di legge che giacciono in Parlamento, ma la natura e i malati hanno tempi diversi dai tempi politici.

Introdurre i Cannabis Social Club non è solo una questione di ordine sociale, ma anche di supporto alla produzione di cannabis per i malati. E' proprio nei Cannabis Social Club che possono essere coltivate e raccolte le varietà più adeguate alle esigenze dei malati sulla base delle necessità espresse direttamente, producendo la quantità effettivamente domanda, evitando la sottoproduzione o la sovrapproduzione. E' attraverso la collaborazione tra i Cannabis Social Club e gli istituti di ricerca universitari che si può attivare un circolo virtuoso nella ricerca sulla cannabis e nella creazione di nuovi posti di lavoro.

L'Italia ha poco più di un mese affinchè il Governo prenda una tempestiva posizione. L'Italia ha un mese per reintrodurre un'antica coltura della Nostra penisola ed evitare le cronache di arresi per piantine di canapa sui balconi o in giardini privati. L' Italia ha poco più di un mese per evitare che si perdano altri anni in un tira e molla fra sistema giudiziario e sistema penale in luogo di una mancata espressione della politica.

Questo mese è il tempo che ci separa dalle semine dei campi di una antica coltura che fa parte della tradizione Italiana; il tempo nel quale l'Italia deve introdurre i Cannabis Social Club. A sostegno dei malati, contro la diffusione incontrollata degli stupefacenti, a supporto di una maggiore efficienza del sistema giudiziario e penale e a supporto di un migliore impiego delle forze dell'ordine per la salvaguardia della sicurezza nazionale.

Sen. Rand Paul and others to introduce federal medical marijuana bill

It is the first time a bill like this has been introduced.

By Thor Benson    March 9, 2015 at 6:28 PM

WASHINGTON, March 9 (UPI) -- Senators Rand Paul (R-Ky.), Cory Booker (D-N.J.) and Kirsten Gillibrand (D-N.Y.) will introduce a federal medical marijuana bill on Tuesday.
The Compassionate Access, Research Expansion and Respect States (CARERS) Act would end the federal ban on medical marijuana. According to Vox, it would also change marijuana's classification to Schedule 2, instead of its current Schedule 1 status. Schedule 1 means there is no medical benefit to the substance and it is considered dangerous.

Rand Paul, a likely presidential candidate, has spoken out about marijuana in the past. He hasn't quite said it should be legal, but he has said people shouldn't be serving long jail terms for smoking it.

A recent Pew poll found 63 percent of Republican Millennials favor marijuana legalization.


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lunedì 9 marzo 2015

Majority of US now Supports marijuana legalization, Pot Could become Legal

Marijuana Legalization: A fresh survey found that majority of people in United states now supports to Legalize Pot. The pot prohibition law now seems going up in smoke, as a majority of Americans support the legalization of marijuana for the first time in recent history, according to a recent survey.

Researchers asked 1,680 people whether they thought marijuana should be made legal.

According to the General Social Survey (GSS), which is considered the nation’s most reliable, 51.7 percent said they supported legalization and 41.7 percent said they opposed it, while 6.6 percent were undecided.

“We’ve been measuring public attitudes toward legalization of marijuana since the ’70s,” Tom W. Smith, director of the GSS, said in an interview with Yahoo News. “In 2012, you had a plurality of Americans against legalization. Now, in 2014, you have a majority in favor of legalization.”

The Washington Post, which first reported on this new data, points out that the drastic change resembles America’s evolving opinion on gay marriage — and there has been a drastic change in the past few years.

Smith notes that the percentage of undecided respondents on the question of marijuana has been relatively high over the past decade.

“It shows how attitudes are in flux. They’re just not sure,” Smith said. “They might think medical marijuana is OK but not further than that.”

He suggested that some Americans may need to weigh the longstanding reputation of cannabis as a gateway drug with the reality of recreational use in Colorado, Washington State, Alaska, the District of Columbia and (this July) Oregon.

Back in 1973, the first year of the survey, only 19.2 percent of Americans supported legalization. That figure bottomed out at 15.6 percent in 1987 but has climbed more or less steadily ever since.

Morgan Fox, communications manager for the Marijuana Policy Project, says that Americans are tired of laws that punish adults for enjoying a substance that many argue is safer than alcohol.

“Hopefully their elected officials are paying attention and preparing for the inevitable,” Fox said in a statement. “The failures of marijuana prohibition are too obvious to ignore forever, which is evidenced by the growing support for ending it.”

GSS is an in-person survey of adults, who speak either English or Spanish, living in households in the United States.

themarketbusiness.com - Majority of US now Supports marijuana legalization, Pot Could become Legal

ITALIA - Legalizzazione cannabis. Della Vedova invita parlamentari a costituire intergruppo

"Oggi ho inviato una lettera a tutti i parlamentari, con la quale li invito ad aderire all'intergruppo per la legalizzazione della cannabis. L'obiettivo e' quello di creare uno strumento non partitico, che raccolga i tantissimi che la pensano come me, per arrivare a formulare una proposta di legge trasversale, che sia un'operazione di legalita'. Lo faccio a titolo individuale, come semplice parlamentare e non come membro del governo, per creare un momento di catalizzazione e riflessione sulla materia. L'Intergruppo e' lo strumento ideale per togliere tutti gli elementi 'partisan' alla proposta". Lo afferma il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, in un'intervista all'Huffington Post. "La Direzione Nazionale Antimafia, nella sua relazione annuale - sottolinea Della Vedova - scolpisce nel marmo considerazioni lucidissime sul fallimento della strada della repressione" e contiene un richiamo "al legislatore, perche' valuti di intraprendere una strada diversa da quella che oggi reprime l'uso e il consumo. L'obiettivo deve essere la legalizzazione. Il 27 agosto del 1995 - ricorda Della Vedova - venni arrestato dopo un atto di disobbedienza civile. Con Marco Pannella e Rita Bernardini simulammo la cessione gratuita di marijuana. Allora, per tutti quelli che non sanno come funziona quel mercato, sembro' una provocazione. Ma vent'anni dopo basta vedere l'esperienza di molti degli stati americani per capire che quella era ed e' la direzione giusta", conclude.

ADUC - ITALIA - Legalizzazione cannabis. Della Vedova invita parlamentari a costituire intergruppo

sabato 7 marzo 2015

ITALIA - Legalizzazione cannabis. DNA consiglia il Governo

Favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere c'è anche la direzione nazionale Antimafia. Le ragioni riguardano non solo la depenalizzazione della cannabis, l'affollamento delle carceri ma anche un possibile alleggerimento del lavoro di magistrati e forze dell'ordine. Ovviamente il giudizio finale viene rimesso al presidente del Consiglio, Matteo Renzi: "Spetterà al legislatore valutare se, in un contesto di più ampio respiro (ipotizziamo, almeno, europeo, in quanto parliamo di un mercato oramai unitario anche nel settore degli stupefacenti) sia opportuna una depenalizzazione della materia".
Ma per gli uomini della Dna è tutto molto chiaro: "l'oggettiva inadeguatezza di ogni sforzo repressivo" contro lo spaccio e l’uso di droghe leggere è evidente quindi la soluzione resta quella. Fatta ovviamente con cognizione di causa, tenendo in conto delle "modalità e le misure concretamente (e non astrattamente) più idonee a garantire, anche in questo ambito, il diritto alla salute dei cittadini (specie dei minori) e, dall’altra, le ricadute che la depenalizzazione avrebbe in termini di deflazione del carico giudiziario, di liberazione di risorse disponibili delle forze dell’ordine e magistratura per il contrasto di altri fenomeni criminali e, infine, di prosciugamento di un mercato che, almeno in parte, è di appannaggio di associazioni criminali agguerrite". 

ADUC - ITALIA - Legalizzazione cannabis. DNA consiglia il Governo

Encod brings peace proposals to UN drug summit in Vienna

Side events feature perspectives from those directly affected by the drug war

Encod press release March 6, 2015

VIENNA - Between March 9 and 17, Encod, the European coalition for just and effective drug policies, will attend the 58th session of the UN Commission on Narcotic Drugs (CND) in Vienna. At this UN summit on the course of drug policies worldwide, Encod will present first hand testimonies on the impact of drug prohibition on the lives of citizens.

On Monday, March 9th, a side event will present the results of studies carried out in Slovenia and France into the impact on human rights and public health of the criminalization of cannabis users in these countries. The event will focus on crucial arguments that will help to avoid harmful effects of drug policy and contribute to a more evidence-based and humane approach.

On Thursday, March 12th, the second side event will highlight the review made by patients themselves on the medicinal values of the cannabis plant and the importance of installing a legal framework to facilitate the use of cannabis for these purposes.

Encod is grateful to the United Nations for the opportunity to present the delegates at the UN summit with a rare chance to listen directly to people whose lives have been seriously affected by drug prohibition. We believe it’s crucial that governments take into account the voices of those citizens whose lives have been ruined due to 60 years of global mismanagement of the drug issue.

As Encod we believe that the freedom to farm i.e. the protection of the right of any adult to possess and grow any plant they choose is a crucial element of an effective alternative system to the war on drugs, which has, as we know today, been an utter failure. In this alternative system the priority should be on the protection of people, not profits. The concept of harm reduction is in principle incompatible with drug prohibition, as prohibition itself causes the majority of drug related harms.

Janko Belin, one of the Encod delegates for the UN CND, explains: “Since the introduction of the Harm Reduction concept in the late eighties, we can see how the paradigm has changed from outright repression towards a medical treatment orientated approach. But we want to live in a world where traditional plants and extracts can be used by any adult without fear of being considered or treated as a criminal.”

Encod welcomes all delegates and journalists to attend these side events. The following Encod members will speak: from Slovenia Maja Kohek, Andrej Kurnik and Janko Belin, from Italy Enrico Fletzer and Alberto Sciolari, from Austria Toni Straka and from the Netherlands Derrick Bergman.

Monday March 9, 13.10-14.00, Conference Room MOE100:

Report on the criminalization of cannabis users in Europe

(in partnership with ONEJ! - Association of Prekmurje Initiative Slovenia and Cannabis Sans Frontières France)

Thursday March 12, 13.10-14.00, Conference Room MOE79:

Medical perspectives of cannabis: a patients review

(in partnership with Pazienti Impazienti Cannabis Italy and Hanf-Institut Austria)

For further information please contact:

Janko Belin (Encod, Drustvo Areal) phone +386 70 133 804

belinjanko@gmail.com

Toni Straka (Encod, Hanf-Institut) phone +43 676 69 66664

toni.straka@hanfinstitut.at

Joep Oomen (Encod) phone +32 495 122 644 info@encod.org


Encod brings peace proposals to UN drug summit in Vienna

martedì 3 marzo 2015

ITALIA - Non e' reato coltivare cinque piante di cannabis. Cassazione

Non e' punibile la coltivazione di cinque piantine di cannabis dalle quali si estrae un decimo di gammo di ostanza drogante. Cos' la Cassazione con la sentenza n.9156 del 2 marzo 2015. Pur essendo la coltivazione un reato, spetta al giudice valutare nel caso concreto la lesivita' della condotta che, in questo caso, non c'e'.

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sabato 28 febbraio 2015

USA - Cannabis legalizzata. Colorado: vendute 74 tonnellate di marijuana

In Colorado sono state vendute 74 tonnellate di marijuana di cui solo 19 tonnellate sono state consumate a scopo ricreativo. E' quanto emerge da un rapporto ufficiale diffuso dalla Marijuana Enforcement Division dello Stato americano. Il totale equivale alle dimensioni di circa 12 elefanti africani e circa 148 orsi polari adulti. Coloro che consumano la cannabis a scopo ludico lo fanno mangiandola più che fumandola. In totale sono stati venduti 4,8 milioni di prodotti come biscotti, barre e drink, di cui 1,96 milioni sono stati comprati da pazienti e 2,8 milioni da chi usa la cannabis per divertirsi. Alla fine dello scorso anno, i coltivatori di marijuana a scopo ricreativo contavano oltre 200.000 nuove piante ogni mese contro le sole 25.000 di inizio 2014, quando ci fu la legalizzazione della droga. Dal rapporto emerge che intorno alla cannabis sono stati creati 9.400 posti di lavoro. 


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