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Visualizzazione post con etichetta ministro salute. Mostra tutti i post
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sabato 30 maggio 2015

Richiesta di Autorizzazione Ministeriale per la coltivazione di cannabis

Alla cortese attenzione dell' ufficio di competenza per il rilascio dell'autorizzazione ministeriale per la coltivazione di cannabis.


Con la presente per richiedere formalmente, l'Autorizzazione Ministeriale per la coltivazione di cannabis, sviluppando un progetto di coltivazione "demand based" ispirato dagli stessi principi di "tutela dell' interesse della collettività e a tutela del diritto alla salute , allo scopo di fornire un appropriato trattamento fitoterapico ai pazienti” come da accordo firmato tra i Ministri Sanità e Difesa sulla produzione di cannabis.

Essendo presenti i requisiti richiesti dall'art 19 recante "Indicazioni sui requisiti personali" per i rilasci delle autorizzazioni al fine di procedere all'avvio di una attivita' a carattere economico atta a "la coltivazione, la produzione, la fabbricazione, l'impiego, il commercio, l'esportazione, l'importazione, il transito, l'acquisto, la vendita e la detenzione delle sostanze stupefacenti o psicotrope, nonche' quelle per la produzione, il commercio, l'esportazione, l'importazione e il transito delle sostanze suscettibili di impiego per la produzione di sostanze stupefacenti o psicotrope di cui al comma 1 dell'articolo 70;" (art 2. dpr 309/90).

Sono a richiedere l'Autorizzazione biennale (art .17 dpr 309/90) e a procedere a fornire tutta la documentazione richiesta al fine di poter procedere alla raccolta di adesioni (come da modello allegato ai soli fini esemplificativi) e procedere all'avvio di una attività di produzione per la vendita di cannabis a supporto della domanda nazionale, che può essere stimata in 630.000 kg annui e vista l' impossibilità dell'istituto chimico militare farmaceutico a soddisfare tale fabbisogno.

Sempre nell'interesse della collettività la suddetta richiesta è altresì ispirata dalla necessità di ricerca e sviluppo che può sorgere dallo sviluppo di attività private in collaborazione con centri di ricerca universitari, in campo sanitario, lavorativo, economico e di riflesso sulla sicurezza pubblica.

In attesa di un riscontro in merito all'esito di questa richiesta, al fine di procedere con il processo di collezionamento delle informazioni richieste dal Ministero per il rilascio dell' autorizzazione ministeriale e di futuro concerto con gli organismi di riferimento per le comunicazioni del caso.

sabato 28 febbraio 2015

Lettera aperta al Governo Italiano: la necessità di dare un indirizzo alle politiche sugli stupefacenti in Italia

Alla cortese attenzione

del Primo Ministro Matteo Renzi,
del Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin,
del Ministro della Difesa Roberta Pinotti,

Gentilissimi Membri del Governo, scrivo alla Vostra illustre attenzione al fine di sottoporVi la necessità di un'evoluzione delle politiche sugli stupefacenti.

Da più parti si leva la necessità che il governo prenda le distanze dalla politica repressiva adottata in precedenza.

Dal primo Presidente della Cassazione, alla Direzione Nazionale Antimafia, arrivando ai malati e alle Associazioni che da anni combattono per un cambio di prospettiva nel contrasto alla diffusione di stupefacenti, si alzano voci univoche su un approccio che punti concretamente ad una riduzione dei consumi evitando l' inasprimento delle pene e riconsiderando il ruolo del legislatore.

A livello internazionale, specialmente negli Stati Uniti, l' attenzione della politica al fine di valutare gli indirizzi da seguire, si è concentrata sulla valutazione dei costi e dei benefici e, soprattutto, sulla reale efficacia dei risultati ottenuti.


L' Italia, ora, ha la possibilità di "rincorrere" le politiche che si sono rivelate più efficaci nella reale riduzione della domanda di stupefacenti soprattutto alla luce dell' impegno internazionale della Sessione Speciale dell' Assemblea delle Nazioni Unite sugli stupefacenti del 2016.

L' Italia ha la possibilità di ridisegnare una politica che punti soprattutto alla prevenzione. Una integrazione del protocollo di produzione della cannabis firmato dai Ministri Sanità e Difesa è una grande opportunità.

L' Italia ha la possibilità di puntare ad una politica che guardi alle persone, specialmente ai malati e ad un loro supporto sulla base di una reale collaborazione tra cittadini e istituzioni.

sabato 19 aprile 2014

Una nuova politica sugli stupefacenti e le necessità di cambiamento.

Le recenti affermazioni del Presidente della commissione Affari Sociali ad evitare scontri ideologici sul tema della cannabis e l' invito a risolvere problemi concreti, sono affermazioni che vanno in contrasto alla votazione effettuata per l'approvazione della coltivazione personale di cannabis.

L' apertura della II Commissione Giustizia al dialogo verso una politica sugli stupefacenti, ha portato all'audizione dell' Associazione ASCIA, alla consegna di documentazione sul fallimento del proibizionismo e la richiesta di politiche tolleranti nei confronti dei coltivatori di cannabis per uso personale.

La richiesta avanzata dall' On. Daniele Farina e sostenuta dal On. Ferraresi, per il superamento delle politiche disegnate dal DPA nella persona del dott. Giovanni Serpelloni e di Carlo Giovanardi, sono state discusse con interesse dalla commissione di cui fanno parte.




In questo panorama politico Italiano, è ancora forte il baluardo oscurantista dell' ipocrisia.

I dati risportati nei documenti scritti e redatti da Europol e EMCDDA, "Relazione europea sulla droga 2013", "Eu serious and organised crime threat assessment 2013" ed " EU Drug Markets Report: a strategic analysis" sono chiari:

- "Una valutazione comparata di costi e benefici dei possibili percorsi d' azione alternativi, può costituire un importante elemento di valutazione politica"

- "Il mercato della cannabis rimarrà ampio e complesso senza alcuna prevista diminuzione della domanda"

- " E' urgente il miglioramento del monitoraggio della produzione ed i flussi di traffico di cannabis all' interno e tra gli stati dell UE e migliorare il monitoraggio della produzione domestica"

Alla luce di queste necessità viene da domandarsi su quali basi l' attuale governo ha intenzione di procedere.
Quali sono le necessità a cui rispondono queste votazioni contraddittorie sulla reale volontà di superamento del problema.

La scienza ha espresso il suo parere sulla pericolosità della cannabis esfortunatamente nessuna di queste è stata tenuta in considerazione 
dagli organi preposti a ridurre la diffusione di stupefacenti negli ultimi otto anni.
I recenti report redatti dagli organismi europei hanno tratteggiato linee guida da considerare per ridurre la diffusione di stupefacenti in Europa.

La cannabis, in Italia, è un problema senza colore politico, ma basato solo su principi ideologici.
La politiche fino ad oggi adottate, che hanno portato ad un' aumento della diffusione delle sostanze tra la popolazione, hanno infatti portato alla dichiarazione allarmistica del ministro Lorenzin che "Il consumo di droga e' un'emergenza nazionale".
E' quindi necessario un cambio di rotta nell' affrontare il tema della riduzione della diffusione di stupefacenti. E' necessario che lo si 
risolva con metodi che siano riuscita a dare risultati. 

Il Portogallo è risucito a diminuire l' uso di stupefacenti, depenalizzandolo e prevedendo percorsi di recupero. Le forze dell' ordine sono estranee ai fenomeni di consumo personale.
In Spagna è tollerata la coltivazione di cannabis ed è possibile associarsi ad un Cannabis Social Club per potere coltivare fino a 3 piante ed avere accesso alla cannabis.
Negli Stati Uniti, negli stati dove è stata regolamentata la produzione, il consumo e la vendita di cannabis attraverso dispensari autorizzati, ha visto ridurre il crimine.

Di fronte a rappresentati delle più svariate forze politiche e a loro auspici al superamento di politiche repressive, si è potuta notare una chiara intenzione alla tolleranza verso la cannabis e all' accesso regolamentato alla sostanza.

Viene da domandarsi, cosa ha portato a queste votazioni dove l' uso di cannabis e la coltivazione personale debbbano ancora essere considerate un reato?

Da questo Governo, ci sono sette milioni di italiani che vogliono avere delle risposte. La prima di queste è la accettazione della coltivazione personale di cannabis.  

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